Abbasso la guerra imperialista! Per la ripresa delle lotte della classe operaia
LISC - Libreria Internazionale della Sinistra Comunista
[last] [home] [content] [end] [search]

ABBASSO LA GUERRA IMPERIALISTA! PER LA RIPRESA DELLE LOTTE DELLA CLASSE OPERAIA
If linked: [English] [French] [German] [Spanish]


Content:

Abbasso la guerra imperialista! Per la ripresa delle lotte della classe operaia
Source


Abbasso la guerra imperialista! Per la ripresa delle lotte della classe operaia
[top] [content] [end]

Contro il capitalismo mondiale che vuole:
Schierare su contrapposti fronti il proletariato
Spartirsi il cadavere ella Yugoslavia
Distruggere per accumulare nuovi profitti

La crisi del capitalismo russo costretto a palesare la sua falsa natura socialista, la più generale crisi del capitalismo mondiale, portano la guerra in Europa.

Il gendarme unico dell'ordine capitalistico mondiale, gli Stati Uniti, con l'attacco alla Serbia mette in riga gli Staterelli balcanici collocandoli nel ruolo di sempre, quello di pedine sullo scacchiere internazionale, ma soprattutto conferma il suo ruolo e i suoi privilegi, schiaffeggiando le vigliacche borghesie europee che si sottomettono e si accodano ricambiate da una fetta del ricco bottino, fatto di mercati e commesse per la futura ricostruzione. Ma gli strateghi del Pentagono, con questa guerra preparata a tavolino, vogliono soprattutto guadagnare nuovi territori, nuove basi militari allo schieramento mondiale statunitense, contro i concorrenti imperialisti Europa e Russia, approfittando dei contingenti rapporti di forza.

Proletari Compagni,

Tutti gli apparati dei regimi borghesi (Serbia inclusa) da mesi lavorano per trascinare alla guerra il proletariato senza che questo abbia la possibi-lità di ribellarsi.

I bombardamenti sulle città e sui villaggi della Iugoslavia, come le martellanti campagne sulla disgrazia del popolo Kosovaro, le truculente fotografie, gli atti terroristici incoraggiati e finanziati da entrambe le parti, servono ad in-carognire gli animi, per costringere i proletari a schierarsi sugli opposti fronti.

La tragedia dei profughi, come quella che deriverà dai bombardamenti a tappeto sulla Iugoslavia, era prevedibile e prevista; le grida all'emergenza con l'immancabile richiesta di «carità» per i soccorsi, fanno parte della propaganda di guerra e dimostrano il cinismo dei governi occidentali che con una mano bombardano e con l'altra offrono alle vittime cerotti e minestre.

Il proletariato non deve lasciarsi trascinare partigiano di questo o quello schieramento! Il capitalismo muove da sempre la sua guerra contro il proletariato, in pace chiedendogli fatica e sudore, in guerra reclamando il suo sangue.

Risulta chiaro il ruolo dell'ideologia pacifista che, salmodiando la pace universale, nega la lotta di classe, unico strumento nelle mani degli oppressi per spezzare, come ha dimostrato la rivoluzione del 1917 in Russia, il regime borghese e fermare la sua guerra. Il pacifismo diviene così un altro strumento nelle mani del militarismo per disorientare il proletariato e ritardarne la riorganizzazione su basi rivoluzionarie.

Al disarmo della classe operaia concorrono i sindacati di regime e la «sinistra» tutta con Rifondazione in testa. Ad ogni impresa dell'imperialismo invece di organizzare la lotta, a partire dai luoghi di lavoro, gli arnesi opportunisti invocano l'intervento del «Santo Padre», le finte lotte sui banchi del Parlamento, le chiacchiere dell'ONU e le conferenze internazionali, chiamate a dirimere questioni estranee al proletariato e contro di esso.

La parola d'ordine «Fuori l'Italia dalla Nato», che Rifondazione ha ritrovato tra i rottami del vecchio PCI, quando non riporta alla illusione piccolo borghese di sfuggire al prossimo scontro interimperialistico con una impossibile neutralità, non può che significare l'uscita da uno schieramento di guerra per aderire ad un altro, quello europeo, oggi ancora succube degli Stati Uniti; essa è dunque reazionaria e contraria agli interessi della classe operaia.

Compagni, lavoratori,

La posizione di appoggio e di sostegno all'impresa militare da parte dei Sindacati Confederali, che hanno sospeso gli scioperi e le azioni di lotta per i rinnovi contrattuali per solidarietà con il regime in guerra, è l'ulteriore conferma, se mai ce ne fosse bisogno, del loro tradimento. La sinistra sindacale che si dissocia con comunicati, ma non impone nessuna azione di sciopero, palesa la sua natura opportunista, mostra di fare opera di confusione e corruzione delle forze sane che esistono tra i lavoratori; col pretesto dell'unità essa tenta di tenere ancora la classe operaia legata al regime borghese anche nella sua guerra.

Compagni lavoratori,

La ripresa della lotta di classe, a difesa delle condizioni di vita dei lavoratori in fiera opposizione agli interessi guerrafondai della borghesia, indica la necessità della rinascita di un Sindacato di Classe genuina espressione degli interessi proletari e deciso avversario degli interessi nazionali e aziendali. E' anche urgente, con l'avvicinarsi di una terza guerra imperialista, il rafforzamento del partito comunista rivoluzionario, unico capace, nel secolare e mai smentito programma, di condurre l'azione di classe allo scontro finale per una società umana, libera dalla guerra, dalla fame, dall'oppressione.

Source: «il partito comunista», N.266, Aprile 1999.

[top] [content] [last] [home] [mail] [search] [webmaster] [get pdf]


you arrived from:

pagecolour: [to the top]